LA ROSA CANINA

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Come riconoscerla:

  • Presentazione: arbusto spinoso dal portamento rampicante.
  • Foglie: forma ovale allungata a contorno dentellato. La parte superiore è liscia mentre quella inferiore ricoperta da una leggera peluria.
  • Fiori: rosa o bianchi dal profumo gradevole, la fioritura è da tarda Primavera fino all'Estate.
  • Frutti: bacche di colore rosso scarlatto contenenti semi. COMMESTIBILI quando maturano i tardo autunno, il periodo per la raccolta è appunto Novembre.

La rosa canina è una pianta antichissima nata 40 milioni di anni fa che ha attraversato indenne secoli e secoli per poi differenziarsi nelle varie specie di rose che noi oggi coltiviamo. Detta anche rosa di macchia predilige un clima temperato, ama l’esposizione al sole ma resiste anche alle temperature più rigide. Molto versatile la si trova dalla pianura alla montagna, dalle zone esposte ai margini del bosco alle zone con fitta vegetazione.

La rosa canina è indubbio una grande risorsa che la natura ci ha messo a disposizione e che l’uomo è stato in grado di sfruttare basti pensare alla Seconda Guerra Mondiale quando la pianta ha costituito per i bambini una fonte di vitamine C indispensabile. Ancora in Germania, viene tradizionalmente consumata la notte del 31 Dicembre per preservarsi dalle infezioni. Ma vediamo nello specifico:

  • fiori e foglie vengono impiegati soprattutto per fare tisane e infusi dalle proprietà antinfiammatorie, astringenti, decongestionanti, tonificanti e antitumorali.
  • petali e frutti sono gli ingredienti di preparati energizzanti per persone debilitate e stanche o in condizioni di stress. In cucina con i frutti freschi si possono fare ottime marmellate oppure essiccarli per fare liquori mentre con i petali si produce il miele rosato.
  • i semi vengono usati parassitari.
  • può essere assunta anche sotto forma di tintura madre in gocce utili per i fumatori dato che la nicotina contrasta la corretta assunzione di vitamina C.
  • integratori alla rosa canina si usano anche per contrastare laringiti di cani e gatti durante il periodo invernale.

L’impiego della rosa canina è noto anche in ambito cosmetico grazie alla presenza di provitamina A e betacarotene utili contro l’invecchiamento e gli eritemi solari. Con i frutti freschi frullati otteniamo invece una maschera di bellezza per levigare e tonificare la pelle.

Ma da dove viene il nome “rosa canina”? Fu lo scrittore naturalista Plinio il Vecchio a diffondere la credenza che la radice della pianta fosse un rimedio per la rabbia trasmessa dal morso dei cani ma in realtà le attuali conoscenze farmacologiche hanno sfatato questa teoria. Se torniamo ancora più indietro nel tempo, una leggenda narra che il Dio del vino Bacco si invaghì di una ninfa e nel tentativo di conquistarla quest’ultima si spaventò e scappando inciampò in un cespuglio. Raggiunta dal Dio, consumarono l’atto d’amore e soddisfatto Bacco ringraziò il cespuglio trasformandolo in rosa dai fiori delicati e del color rosato proprio come le guance della sua ninfa.